La montagna a casa

Storie e segreti delle alte vette tra alpinismo e arrampicata

Mentre viviamo ancora giorni difficili, lontani dalle nostre passioni, la rassegna dedicata al cinema di montagna ci riporta tra alte vette e falesie permettendoci di sognare insieme a importanti protagonisti del passato e del presente, alla scoperta delle montagne silenziose e dei loro segreti.

Martedì 28 aprile
alle 21.00 – COSA C’È SOTTO LE NUVOLE

Regia e produzione: Alberto Grossi
Italia, 2004, 16 minuti
Le Alpi Apuane, note in tutto il mondo per i marmi che da esse vengono estratti, sono quotidianamente aggredite in maniera indiscriminata e senza precedenti. In Cosa c’è sotto le nuvole emerge il cambiamento in atto nelle cave, dove spariscono le montagne, i mestieri, le storie e le tradizioni locali, e quei sentieri sui quali si è sviluppata la storia di questi luoghi.

alle 21.30 – MICROCOSMO ALTA MURGIA

Regia: Eugenio Manghi, Annalisa Losacco, Eugenio Balestrazzi
Produzione: Eugenio Manghi – White Fox Communications s.a.s
Italia, 2019, 22 minuti
La vastità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia nasconde un mondo sconosciuto fatto di piccoli esseri viventi: dalle delicate orchidee ai piccoli insetti e invertebrati che lo popolano. Un caleidoscopio naturale filmato con tecniche speciali di ripresa macro ad altissima velocità e micro-movimenti di camera.

Mercoledì 29 aprile alle 21.00 – PRESE LIBERE

Regia e sceneggiatura: Nicoletta Favaron
Produzione: Club Alpino Italiano – Fondazione Cassin
Italia, 2015, 50 minuti
Con le testimonianze di Giovanni Ratti, Marco Ballerini, Stefano Alippi, Luca Passini, Delfino Formenti, Don Agostino Butturini (fondatore del Gruppo Condor), Tono Cassin, Norberto Riva e Martina Frigerio. Con la partecipazione straordinaria di Angelika Rainer.
Marco Ballerini, protagonista del film, accompagnerà 3 giovani climber (Simone Tentori, Anna Aldè e Maria Ballerini) in un “viaggio” alla scoperta di alcune delle più belle falesie del territorio lecchese. Incontreranno i personaggi che di quei “giardini di pietra” hanno scritto la storia e racconteranno loro aneddoti e curiosità rendendo questo mondo affascinante anche ai non “addetti ai lavori”. Una sorta di incontro generazionale e di “viaggio” tra le falesie lecchesi.

Giovedì 30 aprile
alle 21.00 – IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI

Regia e produzione: Chiara Brambilla
Italia, 2019, 15 minuti
Documentario cortometraggio diretto e montato da Chiara Brambilla, Il primo amore non si scorda mai è un omaggio a Riccardo Cassin e alla sua amata Grignetta, raccontata attraverso gli splendidi archivi della Cineteca del C.A.I. (girati fra gli altri dallo stesso Cassin, da Carlo Mauri e Fosco Maraini). Il film traccia le memorie di Cassin e racconta la Grignetta ancora inesplorata degli anni Venti, fino al primo dopoguerra.

alle 21.30 – ALFREDO CORTI. ALPINISTA, FOTOGRAFO, SCIENZIATO

Regia: Andrea Frigerio
Italia, 2012, 22 min.
Alfredo Corti (1880-1973) nel documentare i principali momenti della storia alpinistica valtellinese d’inizio Novecento documentò, con rara precisione, luoghi e personaggi delle sue montagne, che fotografò prima con il banco ottico 13 x 18, poi con la macchina fotografica 9 x 12, e infine nel futurista formato stereoscopico 6 x 12. Dopo 50 anni il suo archivio fotografico, grazie a un lascito dei suoi figli alla Sezione Valtellinese del Club Alpino Italiano, torna oggi alla luce. Durante il lavoro di catalogazione e digitalizzazione del ricco materiale, è maturata l’idea di far “raccontare” le foto, e le persone ritratte, a un testimone di eccezione, il figlio Linneo, da tutti conosciuto come Nello, che sovente accompagnava nelle escursioni e scalate il padre. Così, attraverso i ricordi del figlio Nello, all’epoca del film splendido novantenne, raccolta da Jacopo Merizzi e Lucia Foppoli nella sua casa romana, nel film è tratteggiata la poliedrica figura di Alfredo Corti.

Venerdì 1 maggio alle 21.00 – LA MONTAGNA DI ILIO

Regia: Michele Coppari e Francesca Zannoni
Produzione: Cosenuda Media Projects
Italia, 2017, 42 minuti
Con le testimonianze di Ilio De Biasio, Ettore De Biasio, Silvio De Biasio, Andy De Biasio, Giacomo Lazzarini, Toni Zuech, Ivo Ferrari, Valter Bellenzier.
Le Pale di San Lucano, nelle Dolomiti Bellunesi, sono montagne selvagge, incredibili. Eppure nascoste, come questa storia. La storia di Ilio De Biasio, alpinista di Cencenighe Agordino, dei suoi fratelli e dei suoi amici. Una storia di esplorazione e amicizia, di avventura e amore per queste montagne.

Sabato 2 maggio alle 21.00 – L’AVVOLTOIO BARBUTO

Titolo originale: Quebrantahuesos – Las barbas del viento
Regia: Manuel Mateo Lajari n
Produzione: Tony Peral
Spagna, 2019, 50 minuti
L’avvoltoio barbuto è il re incontrastato dei cieli sopra i Pirenei e non necessita di correnti d’aria per lanciarsi in volo, riuscendo a navigare i cieli anche nelle condizioni più avverse. Le immagini di questo documentario, mai viste prima d’ora, dimostrano la forza e determinazione di questo avvoltoio persino durante le tempeste di neve. Grazie alle opere di salvaguardia nei suoi confronti, è sempre più frequente e facile avvistare e ammirare il suo volo agile, il suo maestoso profilo, la sua barbetta caratteristica e il suo sguardo penetrante. Questo documentario rende omaggio al volo dei gipeti, le “barbe” del vento.

Domenica 3 maggio alle 21.00 – STELVIO, UN PARCO CHE VIVE

Regia e fotografia: Giovanni Peretti
Produzione: Alpinia, Bormio
Musiche: Joachim Lehberger
Voci narranti: Fausto Molinari e Emanuela Bachiocchi
Italia, 2014, 43 minuti
Con la partecipazione di Marta e Nathan Murphy
Il Parco Nazionale dello Stelvio è uno dei più storici ed estesi Parchi Nazionali italiani, costituito nel 1935 si estende su una superficie di più di 130.000 ettari. Una potenza naturalistica, ed anche una indiscussa potenzialità turistica, che è nata e vissuta a cavallo di due culture diverse e che, forse per questo, non è mai riuscita veramente a decollare. Nel film è il Parco stesso che “parla”, in prima persona, raccontando soggettivamente la “sua” storia, accompagnato da una voce narrante femminile che ne descrive le peculiarità scientifiche e divulgative e che ne propone le potenzialità, anche inserite in un contesto europeo.

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