{"id":27,"date":"2017-01-10T00:33:49","date_gmt":"2017-01-09T23:33:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/?page_id=27"},"modified":"2017-08-07T16:42:21","modified_gmt":"2017-08-07T14:42:21","slug":"scuola-luigi-bombardieri","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/le-scuole\/scuola-luigi-bombardieri\/","title":{"rendered":"Scuola &#8220;Luigi Bombardieri&#8221;"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: left;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.cai.sondrio.it%2Fwp%2Forganico%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe> <a href=\"http:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Scuola-di-alpinismo-e-scialpinismo-Logo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-548\" src=\"http:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Scuola-di-alpinismo-e-scialpinismo-Logo-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Scuola-di-alpinismo-e-scialpinismo-Logo-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Scuola-di-alpinismo-e-scialpinismo-Logo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Scuola-di-alpinismo-e-scialpinismo-Logo.jpg 393w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><!-- Facebook Like Button END --><\/h1>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Guido-Combi-Scuola.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-725 alignleft\" src=\"http:\/\/www.caivaltellinese.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Guido-Combi-Scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"287\" \/><\/a>SCUOLA DI ALPINISMO E DI SCI ALPINISMO <\/strong><strong>DELLA PROVINCIA DI SONDRIO \u201cLUIGI BOMBARDIERI\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La Scuola di Alpinismo della Sezione Valtellinese del C.A.I. fu <strong>fondata nel 1960<\/strong> e intitolata a Luigi Bombardieri caduto nel 1957, mentre saliva in elicottero alla Capanna Marinelli, posta a 2813 m nel Gruppo del Bernina. A questo rifugio aveva dedicato molte cure, tanto che in seguito venne intestato anche a lui.<\/p>\n<p><strong>CHI ERA LUIGI BOMBARDIERI<\/strong><\/p>\n<p>Fu uno degli alpinisti valtellinesi pi\u00f9 rappresentativi della sua epoca. Nel C.A.I., Sezione Valtellinese di Sondrio, da sempre, fu consigliere per tanti anni, vicepresidente pure per molti altri, presidente dal 1937 al 1946 e poi ancora vice\u00adpresidente.Il suo nome \u00e8 legato, anche per stretti vincoli di amicizia, con quello della Guida Alpina Cesare Folatti (detto il Piz) con il quale fece le salite pi\u00f9 importanti. Fu un antesignano della scuola di alpinismo e di sci alpinismo, come si vedr\u00e0 in seguito, e alla sua morte, per sua volont\u00e0 testamentaria, venne istituita la \u201cFondazione L. Bombardieri\u201d con una \u201csezione educativa\u201d per sostenere l\u2019appren\u00addimento della conoscenza dell\u2019 ambiente delle nostre montagne, quindi anche la scuola di alpinismo e ogni iniziativa didattica indirizzata allo scopo da lui indicato.Il suo nome \u00e8 legato soprattutto alla prima ascensione di quello che verr\u00e0 chia\u00admato \u201cCanalone Folatti\u201d. Cos\u00ec lui stesso scrive: <em>\u201cAdd\u00ec <\/em>21 <em>luglio <\/em>1933, <em>XI, le guide Folatti e Mitta, zavorrate dal sottoscritto, hanno compiuto la prima ascensione al Colle d\u2019Argient dello Scerscen Superiore per il canalone di ghiaccio <\/em>\u2026 \u201c. <strong>L\u2019impresa <\/strong>era stata tentata poco tempo prima dalla cordata Alfredo Corti, Peppo Fojanini e il cap. Sora, che dovettero rinunciare per le scariche di ghiaccio.<\/p>\n<p>Ecco la sua principale attivit\u00e0 alpinistica:<\/p>\n<ul>\n<li>1923 Via Baroni al M. Disgrazia, con L. Mambretti e Giudice;<\/li>\n<li>1927 Spigolo Nord della Cima di Caspoggio, con A. Pansera e C. Tiengo; 1932 Pizzo Cassandra per cresta N-E, 2a salita;<\/li>\n<li>Traversata completa delle Cime di Musella;<\/li>\n<li>Traversata della Cresta Guzza da E a O, con Cesare Folatti; Traversata Roseg-Scerscen-Bernina, con C. Folatti, 1 a italiana, Parete Nord del M. Cristallo, con C. Folatti, 1 a salita;<\/li>\n<li>1933 Canalone Folatti, con C. Folatti e Peppino Mitta, 1 a salita; Parete Nord del Piz Tukett, con C. Folatti, 2a salita;<\/li>\n<li>1934 Spigolo Nord del Pizzo Trafoi;<\/li>\n<li>1935 Cresta Guzza parete Nord, con C. Folatti, 1 a italiana; Parete Nord del P. Tresero, con C. Folatti, 2a salita;<\/li>\n<li>1936 Parete Nord del S. Matteo, con C. Folatti, la italiana;<\/li>\n<li>1937 Prima discesa del Canalone Nord della Forcola di Bellavista alla Vedretta di Pers, con Cesare Folatti. Il canalone era stato percorso in salita quindici giorni prima da alcuni svizzeri \u201ccon difficolt\u00e0 molto inferiori\u201d;<\/li>\n<li>1938 Parete Nord del Pizzo Verona, sempre con C. Folatti, la salita.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Comp\u00ec inoltre altre traversate impegnative e salite nelle Retiche e nelle Orobie con un paio di puntate nelle Dolomiti e nella zona del Cervino.<\/p>\n<p>Invent\u00f2 nel 1935<strong> l\u2019arpione Roseg<\/strong>: chiodo semi tubolare da ghiaccio prima, poi, il definitivo, tubolare con feritoie, leggerissimo, secondo un principio su cui sono basati molti chiodi successivi e seguito ancora oggi. L\u2019arpione trov\u00f2 poi un\u2019 appli\u00adcazione nel doppio arpione Roseg, adatto per la sua affidabilit\u00e0 e sicurezza soprat\u00adtutto nelle soste.<\/p>\n<p><strong>SCUOLA DI ALPINISMO LUIGI BOMBARDIERI<\/strong><\/p>\n<p><em>Premesse <\/em><\/p>\n<p>Da sempre nel Club Alpino, non solo Valtellinese, gli anziani alpinisti, pi\u00f9 esperti, hanno insegnato ai giovani a salire sulle montagne tirandoseli dietro nelle ascensioni e insegnando loro a fare dell\u2019 alpinismo inteso nel suo significato di arrampicata su roccia e su ghiaccio.Le innumerevoli gite con i giovani delle scuole superiori, organizzate dai diri\u00adgenti del C.A.I. negli anni \u201920\/30, professori Giacomo Balatti, Bruno Credaro, Amedeo Pansera e altri, stanno a dimostrare la vocazione \u201cdidattica\u201d del C.A.I!.Ancora prima, sul finire dell\u2019800, numerose furono le gite organizzate a Sondrio per gli studenti, quando il C.A.I. era ancora un\u2019associazione d\u2019\u00e9lite.Ad una struttura scolastica studiata appositamente, con un programma specifi\u00adco, si giunse, a Sondrio, nel 1935 in seno a quello che allora veniva chiamato \u201cCentro Alpinistico Italiano\u201d, invece di Club Alpino Italiano, per la nota anglofobia del regime fascista. In quell\u2019anno, il segretario politico del G.U.F. (Gruppo Universitario Fascista)* di Sondrio chiese al consiglio del C.A.I.Valtellinese di poter istituire una \u201cScuola Nazionale di Ghiaccio\u201d alla Capanna Marinelli. Nel 1935, date le condizioni della Marinelli, che in quell\u2019anno era in fase di ristruttura\u00adzione, venne deliberato di fare un \u201ctentativo di prova\u201d con soli elementi della pro\u00advincia e di continuare l\u2019esperienza limitata nel 1936. Tutto questo sarebbe stato prudenziale e feconda fonte di esperienza per attuare il bel programma nel 1937\u2033. Di fatto venne poi realizzata solo nel 1937 a livello provinciale, come risulta dai giornali dell\u2019epoca. Si chiam\u00f2 \u201cScuola di Ghiaccio e Roccia\u201d e fu organizzata dal G.V.E di Sondrio con l\u2019assistenza del c.A.!. Valtellinese. Si tenne in tre turni, dal 18 luglio all\u2019 8 agosto con un totale di 40 partecipanti (11-14-15) di cui 7 stranie\u00adri. La scuola era considerata un\u2019attivit\u00e0 \u201cvalevole per l\u2019assegnazione del rostro d\u2019oro del Duce\u201d (concorso alpinistico annuale dei G.V.F.-Nord). <em>Il Popolo Valtellinese <\/em>cos\u00ec riport\u00f2 il programma: \u201d \u2026 un susseguirsi di lezioni pratiche-teori\u00adche e ascensioni. L\u2019insegnamento tecnico \u00e8 affidato alle valorose guide del Bernina. Capo corso \u00e8 Cesare Folatti coadiuvato dalle guide Peppino Mitta, Tullio Dell\u2019 Andrino, Silvio Pedrotti e Carlo Joli\u201d. Le lezioni vertevano su \u201cequipaggia\u00admento e suo uso, marcia senza ramponi su pendii ghiacciati e taglio di gradini, marcia in cordata su ghiacciai, crestini e mezzi moderni di assicurazione, ascensio\u00adni di ghiaccio, ascensioni miste\u201d. Durante i corsi fu sperimentato l\u2019arpione Roseg di recente inventato da Luigi Bombardieri, che fu l\u2019unico chiodo da ghiaccio usato. \u201cLa scuola \u00e8 divisa in tre corsi A, B, C: alpinisti di fama, provetti, principianti\u201d. Il corso C \u201cindulger\u00e0 di pi\u00f9 sulle lezioni teoriche e pratiche, gli altri due hanno carat\u00adtere pi\u00f9 pratico ascensionistico. Quota d\u2019iscrizione L. 180 pi\u00f9 L. 30\u2033. Oltre agli scarponi furono usate anche le pedule. Fu sperimentato anche il \u201cdoppio arpione Roseg, tubolare, leggerissimo, di facile penetrazione\u201d.Nel 1938 divenne \u201cScuola Nazionale di Alpinismo\u201d sempre con la \u201ccollabora\u00adzione amorevole del Cai Valtellinese\u201d. Si effettuarono 4 turni dal 17!7 al 25\/8 e vi parteciparono 57 allievi (8-19-12-17), furono effettuate 36 ascensioni con 217 partecipanti. Direttore fu Pippo Rasella; istruttori, oltre alle guide dell\u2019anno prima, furono Gaetano Mitta, Isacco Dell\u2019 Avo, Nino Dell\u2019 Andrino. Parteciparono, come aiuto istruttori, Peppo Perego, Giuseppe Marini, Giannino Soncelli, Gregorio Trippi. Casualmente Riccardo Cassin, Ginetto Esposito e Ugo Tizzoni si trovavano alla Marinelli per l\u2019allenamento in preparazione alla salita dello Sperone Nord della Punta Walker alle Grandes Jorasses che poi effettuarono subito dopo. In quel\u00adl\u2019occasione diedero una mano guidando il primo turno. Ci furono poi altri illustri alpinisti come gli accademici Corti, Chabod, Rivero e Andreis, che furono \u201ci maestri della scuola\u201d. In questa edizione il programma fu allargato e, trattandosi di una scuola a carattere nazionale, tra gli argomenti non potevano mancare \u201ctemi politici delle Alpi legati al periodo fascista\u201d come \u201cla conoscenza dei capisaldi della nostra difesa militare e gli obiettivi di una politica esteroimperiale\u201d.Un\u2019 altra curiosit\u00e0, che rivela l\u2019atteggiamento del regime nei confronti degli abitanti della montagna, concludeva il programma di indottrinamento, che poco o nulla aveva a che fare con la scuola: \u201cil problema sociale della montagna\u201d. Esso consisteva nella \u201cconoscenza delle condizioni di vita del montanaro, delle sue necessit\u00e0, dei suoi bisogni, delle sue speranze, della sua fede\u201d.Come si pu\u00f2 vedere, dal programma risulta chiara l\u2019impostazione ideologica della scuola di cui, per fortuna, oggi si \u00e8 persa ogni traccia. Tipico del regime anche l\u2019atteggiamento paternalistico verso il montanaro: \u201cil povero montanaro\u201d. Comunque, l\u2019elenco delle salite \u00e8 vario e interessante e questo era lo scopo princi\u00adpale della scuola.Nel 1939, la Scuola Nazionale si svolse, per l\u2019ultimo anno, dal 16 luglio al 24 agosto in quattro turni di lO giorni l\u2019uno.Con \u201cl\u2019inizio delle ostilit\u00e0\u201d la Scuola della Marinelli si chiuse in modo definiti\u00advo. Fu poi riaperta nel 1951.Giuseppe Marini racconta che lo staff fu scelto dal dotto Giacomo Biglioli ed era composto da Gennaro Barbarisi, direttore, Cesare Folatti, Guida Alpina, e Giuseppe Marini, istruttore, e come vice Peppino Mitta e Arturo Regazzoni. La scuola di alpinismo alla Capanna Marinelli fu definitivamente chiusa subito dopo.<\/p>\n<p>\u00ad\u00ad____________<\/p>\n<p>\u00a0* il G.U.F. era, allora, una categoria di iscritti appartenente al c.A.!. Nel 1939, su <em>Il Popolo Valtellinese, <\/em>troviamo: \u201cal 28 ott. XVI (leggi 1938 n.d.a.) i soci della nostra Sezione ammontano a n. 346 cos\u00ec suddivisi: 4 perpetui, 35 vitalizi, 187 ordinari, 76 aggregati (familiari n.d.a.), lO operai, 9 GIL ordinari, 3 GIL aggregati, 22 GUF ordi\u00adnari\u201d. La \u201cspeciale categoria\u201d nel c.A.I.Valtellinese venne annullata nel 1939.<\/p>\n<p><strong>LA SCUOLA DI ALPINISMO<\/strong><\/p>\n<p>Il consiglio direttivo della Sezione Valtellinese del C.A.I., nel 1960, istitu\u00ec la Scuola di Alpinismo e la intitol\u00f2 a Luigi Bombardieri, affidandone la direzione a Ce1so Ortelli, consigliere, che aveva frequentato la prima parte del Corso Nazionale per Istruttori di Alpinismo.Nel 1956 era sorto il gruppo intitolato a \u201cPeppo Perego\u201d, giovane promessa del\u00adl\u2019alpinismo valtellinese, medaglia d\u2019oro, caduto nella ritirata di Russia e gi\u00e0 istruttore alla Capanna Marinelli. Era formato da giovani alpinisti, capeggiati da Celso Ortelli, che in pochi anni avevano accumulato una grande esperienza e dimostrato le loro capacit\u00e0 cimentandosi in numerosissime ascensioni di grande difficolt\u00e0.Il neo direttore della scuola, con questi amici alpinisti, pot\u00e9 mettere assieme unostaff di \u201cistruttori sezionali\u201d molto preparati e affiatati.<\/p>\n<p>L\u2019organico della scuola, alla sua fondazione, era cos\u00ec costituito:<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Direttore: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celso Ortelli;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vice Direttore: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tullio Speckenhauser;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Istruttori: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Piero Antonucci, Lorenzo Banfi, Enrico Lenatti;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Segretario: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bruno De Dosso.<\/p>\n<p>Il programma prevedeva: \u201cParte teorico-culturale: equipaggiamento, alimentazio\u00adne, pronto soccorso, flora, fauna, orientamento e lettura delle carte topografiche e problemi dell\u2019alpinismo in generale, da tenersi presso la sede in altrettante lezioni\u201d;\u201dParte tecnico-pratica: \u2026 applicazione pratica degli elementi appresi durante le lezio\u00adni teoriche di tecnica alpinistica da tenersi in sei uscite di domenica in luglio e ago\u00adsto\u201d.A questo primo corso seguirono, uno all\u2019anno, tutti gli altri fino a oggi.Celso Ortelli ottenne l\u2019anno dopo il titolo di Istruttore Nazionale di Alpinismo (!.N.A.) e Tullio Speckenhauser, in seguito, divenne Accademico del C.A.!. (C.A.A.L).Pian piano altri alpinisti frequentarono i corsi nazionali e regionali e diventarono istruttori regionali (LA.) e nazionali (LN.A.) di alpinismo.Nel 1964, sempre nell\u2019ambito della Scuola di Alpinismo, venne istituito, in aggiunta all\u2019ormai usuale corso, il corso \u201cAlta Montagna\u201d dal 25 luglio al 2 agosto alla Capanna Marinelli, sempre sotto la direzione di Celso Ortelli, aiutato da \u201cesperti alpinisti della Sezione e da Guide Alpine\u201d.Il programma prevedeva, oltre alle lezioni teoriche e pratiche, l\u2019ascensione alle Cime di Musella, al Pizzo Bernina,al Pizzo Roseg e al Pizzo Pal\u00f9.Al corso potevano partecipare i migliori allievi del corso che oggi chiameremmo base\u201d. Il corso \u201cAlta Montagna\u201d venne tenuto per 4 anni, fino al 1967. Dal 1966 al 1968 venne istituto \u201cparallelamente\u201d un \u201ccorso di perfezionamento\u201d, che si teneva contemporaneamente a quello normale, cui potevano accedere \u201cgli allievi distinti si nei precedenti corsi o alpinisti di provata esperienza basilare\u201d. Questo corso si svolgeva con un programma specifico proprio e propri istruttori.Nel 1966 la Scuola fu fune stata da una non prevedibile disgrazia. Mentre istruttori e allievi stavano portandosi all\u2019attacco della via diretta al Torrione Porro, sopra la capanna omonima, improvvisamente degli enormi massi di roccia si staccarono dalla parete sovrastante, investendo il gruppo e provocando la morte di tre allievi e numero\u00adsi feriti. I morti furono Bruno Gianetti, Bruna Forni e Maria Grazia Moroni. Fu un grande lutto per la Sezione Valtellinese, per la citt\u00e0 di Sondrio e per tutto il mondo della montagna; la partecipazione al dolore dei familiari fu corale. Nel 1972 il pro\u00adgramma del corso di alpinismo si articol\u00f2 meglio in alpinismo su roccia e alpinismo su ghiaccio, in due periodi distinti, in giugno per il primo e in settembre per il secon\u00addo.Nel 1973, sempre in aggiunta al normale corso, venne istituto il \u201cPrimo corso di introduzione alla montagna\u201d con un programma molto articolato e cio\u00e8:<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>1a parte: <\/em>escursioni in localit\u00e0 alpine e presso i rifugi del Cai della Valtellina e nozioni elementari dell\u2019equipaggiamento, comportamento in montagna, geografia, foto\u00adgrafia in montagna, meteorologia, fisiologia e pronto soccorso.<\/p>\n<p><em>2a parte: <\/em>escursioni in montagna con gli sci e nozioni elementari di equipaggia\u00admento e attrezzatura, uso degli sci in montagna, neve e valanghe.<\/p>\n<p><em>3a parte: <\/em>uscite in palestre naturali di roccia in montagna e salite in montagna con nozioni di spirito e storia dell\u2019alpinismo, pericoli, tecnica di arrampicata su roccia e su ghiaccio, preparazione di una salita, nozioni elementari di pronto soccorso alpino. Verranno proiettati film e diapositive sugli argomenti trattati\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1980, Celso Ortelli lasci\u00f2 la direzione del Corso di Alpinismo (diriger\u00e0 ancora la Scuola fino al 1983) per passarla al suo degno successore Franco Gugiatti, Istruttore Nazionale di Alpinismo, alpinista che ha compiuto grandi imprese, soprattutto col fra\u00adtello Ermanno (memorabile la l a invernale allo spigolo N-O del Cengalo dal 22 al 26 dicembre 1972 per celebrare il secolo di vita del c.A.!. Valtellinese) e che ha parteci\u00adpato alla spedizione Cassin al Lotse portandovi un importante contributo. Gi\u00e0 dal 1974 faceva parte della Scuola Nazionale di Alpinismo del C.A.I. e della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Sci Alpinismo.<\/p>\n<p>Dopo i primi istruttori citati, nel tempo, ne sono seguiti molti altri che \u00e8 doveroso ricordare, anche col rischio di dimenticarne qualcuno:<\/p>\n<p>Ezio Angelini, Angelo Azzalini, Roberto Bartesaghi, Giorgio Bertarelli (AGAI), Luigi (Buin) Bongio, Carlo Boscacci (AGAI), Felice Bottani, Antonio Busi, Giuseppe (Chi scio ) Caneva, Riccardo Canova, Erio Della Maddalena, Fausto Del Vo, Amos De Maestri, Vincenzo Fagioli (AGAI), Gianni Fattorini, Antonio (Parsut) Forni, Luigi Groppo, Ermanno Gugiatti (INA), Nicola Martelli, Luigi (Bartali) Marveggio, Vittorio Ortelli, Pier Luigi Piasini, Giovanni Riva, Massimo Rossettini, Andrea Tabacchi.<\/p>\n<p>Il ricambio che ci fu gradualmente nel corpo istruttori e la loro crescente prepa\u00adrazione garantirono una continua evoluzione e un miglioramento della struttura didattica. Fu in questo periodo che la scuola rinnov\u00f2 l\u2019organico, passando da una maggioranza di \u201cIstruttori Sezionali\u201d, che rappresentarono 1\u2019ossatura della scuola nel primo periodo, a una maggioranza di Istruttori di Alpinismo e di Sci Alpinismo regionali e nazionali (LA., LN.A., LS.A e LN.S.A.).Questa progressiva, continua e sempre pi\u00f9 accurata preparazione e qualifica\u00adzione del corpo docente e dei dirigenti pone oggi la Scuola di Alpinismo e Sci Alpinismo della provincia di Sondrio \u201cLuigi Bombardieri\u201d tra le migliori in assolu\u00adto per seriet\u00e0, metodi didattici, risultati.<\/p>\n<p>Nel 1984 Gugiatti pass\u00f2 a dirigere anche la Scuola oltre al Corso.<\/p>\n<p>Nel 1989, nella direzione del Corso di Alpinismo, gli successe l\u2019istruttore di alpinismo Camillo Della Vedova, che lo dirige tuttora.<\/p>\n<p>Della Vedova \u00e8 giunto all\u2019alpinismo relativamente tardi come et\u00e0, ha all\u2019attivo per\u00f2 moltissime classiche di primo piano nelle Alpi e parecchie imprese extraeuro\u00adpee tra cui la salita all\u2019Istor-o-Nal (7373 m) nel Pakistan con la spedizione orga\u00adnizzata dal C.A.L Valtellinese nel 1990.<\/p>\n<p>Dalla Scuola, in questi ultimi anni, \u00e8 uscita la gran parte dei giovani alpinisti di valore che si sono espressi anche nell\u2019arrampicata libera.<\/p>\n<p>L\u2019ambiente umano \u00e8 sempre stato molto positivo, ma negli ultimi tempi si \u00e8 ulteriormente migliorato e si pu\u00f2 dire che \u00e8 grande merito della Scuola se la sede sociale \u00e8 il ritrovo privilegiato dove si incontrano, soprattutto al venerd\u00ec, istruttori e allievi, per progettare sempre nuove imprese, anche al di fuori dei corsi, in grande spirito di cordialit\u00e0 e amicizia. E\u2019 questa la situazione ideale dalla quale nascono progetti, iniziative, idee \u2026<\/p>\n<p>Il corso di alpinismo ha effettuato nel 1995 la sua 36a edizione. In questi ultimi anni ci sono stati ulteriori approfondimenti nella didattica, seguendo con attenzione l\u2019evoluzione delle tecniche alpinistiche e dell\u2019alpinismo in generale.<\/p>\n<p><strong>IL CORSO DI SCI ALPINISMO<\/strong><\/p>\n<p>Il corso di sci alpinismo, sempre nell\u2019ambito della Scuola \u201cLuigi Bombardieri\u201d, nacque nel 1974 sotto la direzione, ancora una volta, di Celso Ortelli (I.N.A.).<\/p>\n<p><em>Premesse <\/em><\/p>\n<p>Anche nello sci alpinismo la vocazione all\u2019insegnamento della Sezione Valtellinese si manifest\u00f2 molto presto.<\/p>\n<p>Negli anni \u201920, nel 1923 per la precisione, troviamo nei verbali del consiglio un programma di \u201cgite sciistiche\u201d. Si trattava di vere e proprie gite sci alpinistiche guidate, con esercitazioni, ovviamente con i materiali rudimentali di allora: cordini intrecciati sotto gli sci per salire, attacchi non di sicurezza, ecc.<\/p>\n<p>Nel verbale del 19.12.1922 troviamo programmata \u201cin marzo: l-Corna Mara, con ski; \u2026 \u201c.<\/p>\n<p>Nel 1924 il programma \u00e8 molto pi\u00f9 dettagliato: \u201d \u2026 5\u00b0 sky -1 \u00b0 Chiareggio, mese di gennaio, Bombardieri; 2\u00b0 Traversata Cavalline-Rogneda per Bocchetta di Mara-Febbraio-Credaro; 3\u00b0 Marinelli-Passo Sella-Pontresina, data da fissare, Bombardieri; 4\u00b0 Esercitazioni domenicali all\u2019 Aprica, Bombardieri. I sci saranno ceduti a nolo a lire 3 al giorno \u2026 la domanda di nolo deve essere appoggiata da un socio maggiorenne \u2026 \u201c.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere le gite erano tutt\u2019 altro che banali. Si pu\u00f2 annotare che con le \u201cesercitazioni domenicali\u201d, 1\u2019apertura ai non soci, nonch\u00e9 la nomina di un responsabile da parte del consiglio, si voleva attuare una prima forma d\u2019insegna\u00admento per coloro che volevano partecipare alle \u201cgite sciistiche\u201d. E\u2019 in pratica un piccolo corso, anche se informale, di sci alpinismo.<\/p>\n<p>Il C.A.I., pi\u00f9 o meno ogni anno, come risulta dai verbali del consiglio direttivo, ha organizzato parecchie \u201cgite sciistiche\u201d fino agli anni \u201970.<\/p>\n<p>Nel 1969 la Sezione inizi\u00f2 a organizzare una serie di gite-scuola, con una note\u00advole partecipazione, che continuano negli anni successivi.<\/p>\n<p>A questo punto, per\u00f2, c\u2019\u00e8 da fare un\u2019annotazione. Nel 1968 era nato il Rally Sci Alpinistico del Bernina organizzato dalla Societ\u00e0 Alpinistica Retia, originata da una scissione di giovani dal C.A.I. Valtellinese. In Valtellina di rally sci alpinistici ne erano gi\u00e0 stati organizzati dal C.A.I., come quello Cai-Caf (Club Alpino Francese) alla Marinelli nel 1957, e nel \u201965 organizzato dalla Sezione Valtellinese con la Sez. Fior di Roccia di Milano. Fu per\u00f2 la prima, la Retia, a organizzare una scuola di sci alpinismo nel 1968, tra le prime in Italia.La scuola prosegu\u00ec solo per un paio d\u2019anni, ma fu senz\u2019altro un\u2019esperienza positiva e importante nella storia della didattica e dello sci alpinismo valtellinese.Nel 1974 finalmente il C.A.I.Valtellinese istitu\u00ec il primo corso di sci alpinismo sotto la direzione di Celso Ortelli che, come \u00e8 gi\u00e0 stato detto era anche direttore della scuola. Il programma prevedeva 5 uscite pratiche (l\u2019ultima di due giorni) e altrettante lezioni teoriche, tenute il venerd\u00ec precedente le uscite domenicali. Argomenti: \u201cnozioni di equipaggiamento, pronto soccorso, topografia e orienta\u00admento, valanghe, ecc.\u201d.Un programma simile era gi\u00e0 stato inserito nel 1973 nel corso di \u201cIntroduziOlie alla Montagna\u201d di cui questo fu la naturale evoluzione. Erroneamente, venne dato il numero uno sia a quello del 1974 sia a quello successivo del 1975, per cui la numerazione rimase in ritardo di uno rispetto ai corsi effettivamente portati a ter\u00admine. Se escludiamo il 1989, anno in cui il corso non venne effettuato per mancan\u00adza di neve e quindi di allievi, il corso del 1995 \u00e8 stato il 210 della serie. Dopo il primo avvio di Ortelli, il secondo corso nel 1975 fu affidato al compianto Carlo Pedroni, che aveva il titolo di Istruttore Nazionale di Sci Alpinismo (I.N.S.A.).<\/p>\n<p>Il Corso prosegu\u00ec negli anni successivi con diversi direttori titolati che furono:<\/p>\n<p>Tullio Speckenhauser, ancora Pedroni, Luigi Raimondi, Paolo Civera, Giampietro Bondiolotti, Gianpietro Scherini, Mario Vannuccini e ora Angelo Bettinelli.<\/p>\n<p>L\u2019unico direttore non della Sezione fu Raimondi di Lecco, nel 1982. La Sezione fu costretta a chiamarlo in quanto per poter avere il nulla-osta della sede centrale occorreva un titolato e i due istruttori nazionali Speckenhauser e Pedroni, per contrasti col Consiglio, non vollero assumere la direzione del corso. Di fatto, il corso fu orga\u00adnizzato e condotto da Mario Mevio. L\u2019anno dopo assunse la direzione Paolo Civera che nel frattempo aveva frequentato il corso regionale, conseguendo il titolo di Istruttore di Sci Alpinismo necessario per avere il nulla-osta per il corso dal c.A.I. centrale. Non essendo disponibili i due nazionali e non essendoci regionali, ci si dovette affidare, come per la scuola d\u2019alpinismo, agli Istruttori Sezionali che, ancora una volta, furono l\u2019ossatura portante dei corsi fino a quando, negli anni successivi, pian piano, molti frequentarono i corsi regionali e nazionali.<\/p>\n<p>Per vari anni furono i vari Sergio Castiglioni, Enrico Gianatti, Mario Mevio, Mauro De Marzi, Camillo Selvetti, Ugo Negri, Umberto Folatti della Valmalenco, Pietro Bondiolotti \u2026 a coadiuvare il direttore dei corsi di sci alpinismo. Gli anni che vanno dal 1980 in poi rappresentarono un periodo molto importante per lo sci alpini\u00adsmo e quindi per la scuola. Furono anni di grandi cambiamenti ed evoluzioni.<\/p>\n<p>Sotto la spinta dei numerosi rally sci alpinistici, i materiali subirono una evoluzio\u00adne senza precedenti e impensabile fino a qualche anno prima. Solo in Valtellina si effettuarono 7 rally ogni anno, di cui tre di due giorni: quello del Bernina, organizzato dalla nostra Sezione, era il pi\u00f9 impegnativo in assoluto. Crebbe pure, in modo vertigi\u00adnoso, il numero di coloro che iniziavano a praticare lo sci alpinismo e di conseguenza crebbero l\u2019importanza della scuola e le sue responsabilit\u00e0. Il suo compito infatti era quello di preparare tutti coloro che scoprivano una nuova dimensione, dello sci e della montagna, ad affrontare con un\u2019 adeguata preparazione i pericoli che si presentano nel periodo invernale nell\u2019 ambiente montano che \u00e8 quello tipico dello sci alpinismo. Si approfondirono quindi i programmi d\u2019insegnamento, aumentando le materie trattate, e aument\u00f2 di pari passo la preparazione degli istruttori.Fu della seconda meta degli anni \u201970 l\u2019invenzione, la preziosissima invenzione, dell\u2019 Arva, apparecchio cerca persone, che la scuola adott\u00f2 immediatamente insegnan\u00addo il suo corretto uso con lezioni teoriche e numerose esercitazioni.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni ci fu una sorta di cambio generazionale nei direttori. Si \u00e8 passati cio\u00e8 ad affidare l\u2019incarico ai giovani come Mario Vannuccini e Angelo Bettinelli che rappresentano l\u2019ultima generazione degli istruttori di sci alpinismo. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto con ottimi risultati.Anche al corso di sci alpinismo l\u2019adesione degli allievi \u00e8 sempre pi\u00f9 numerosa ed entusiasta. Dal 1995 \u00e8 iniziata la programmazione ufficiale delle gite sci alpinistiche per coloro che hanno gi\u00e0 frequentato il corso e per chi \u00e8 gi\u00e0 esperto. L\u2019iniziativa non poteva non essere affidata alla Scuola e ai suoi istruttori. Infatti i responsabili sono due LS.A., Paolo Civera e Dario Mura, aiutati da due \u201csezionali\u201d, Nicoletta Del Vecchio e Edoardo Della Cagnoletta. E\u2019 questo un prolungamento naturale del Corso dove non viene meno la funzione didattica del corpo istruttori.<\/p>\n<p><strong>LA SCUOLA DI ALPINISMO E SCI ALPINISMO DELLA PROVINCIA DI SONDRIO \u201cLUIGI BOMBARDIERI\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019istituzione del Corso di Sci Alpinismo la Scuola di Alpinismo \u201cLuigi Bombardieri\u201d divenne, nel 1974, Scuola di Alpinismo e Sci Alpinismo \u201cLuigi Bombardieri\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0Nel 1992, dopo che l\u2019idea era stata lanciata e portata avanti dall\u2019Istruttore di Sci Alpinismo Paolo Civera, in seguito ad un accordo tra le Sezioni Valtellinesi e Valchiavennasche del C.A.I., caldeggiata dal C.A.I. Centrale, la Scuola divenne Scuola di Alpinismo e Sci Alpinismo della provincia di Sondrio \u201cLuigi Bombardieri\u201d .Le Sezioni dell\u2019 Alta Valle per ragioni storiche, pur condividendo l\u2019impostazio\u00adne e riconoscendone l\u2019importanza, non hanno aderito dal punto di vista operativo, perch\u00e9 hanno un\u2019antica collaborazione con le Guide Alpine, per quanto riguarda i corsi di alpinismo e sci alpinismo.<\/p>\n<p>Le sezioni aderenti sono quindi state: Valtellinese Sondrio, con le Sotto sezioni di Tirano e di Ponte, la Sezione di Morbegno, quella di Chiavenna e quella della Valmalenco.<\/p>\n<p>Subito venne formato un comitato costituente con:<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sergio Salini, Presidente della Sezione di Chiavenna;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Direttore: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Franco Gugiatti, I.N.A. della Valtellinese di Sondrio;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vice Direttore:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Franco Scotti, I.S.A. di Morbegno;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Segretario: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paolo Civera.<\/p>\n<p>Nel 1993 la direzione pass\u00f2 da Franco Gugiatti INA a Gianpietro Scherini INSA-CAAI e vennero organizzati:<\/p>\n<p>\u2013 un corso base di sci alpinismo con sede a Sondrio, diretto da Mario Vannuccini, I.S.A.;<\/p>\n<p>\u2013 un corso base di sci alpinismo a Morbegno, diretto da Franco Scotti, I.S.A.;<\/p>\n<p>\u2013 un corso avanzato di sci alpinismo, diretto da Gianpietro Scherini, I.N.S.A.- C.A.A.I.;<\/p>\n<p>\u2013 un corso di alpinismo con sede a Sondrio, diretto da Camillo Della Vedova, IA..<\/p>\n<p>Questi corsi sono stati i primi della Scuola Provinciale che, peraltro, ha conser\u00advato l\u2019intitolazione a \u201cLuigi Bombardieri\u201d. I corsi di Sondrio hanno conservato la numerazione tradizionale.<\/p>\n<p>La scuola provinciale ha rappresentato per tutti un importante passo avanti, una pi\u00f9 ampia e omogenea organizzazione didattica, una unificazione provinciale degli insegnamenti, rispetto alla precedente organizzazione del Cai Valtellinese che rimane la base solida su cui \u00e8 sorta la Scuola Provinciale e alle precedenti esperien\u00adze delle altre Sezioni.<\/p>\n<p>La nuova struttura, con l\u2019importante apporto delle esperienze e della prepara\u00adzione delle altre Sezioni, ha rafforzato ulteriormente il corpo didattico di Sondrio.<\/p>\n<p>Lo scambio di idee, il confronto tra le Sezioni aderenti, ha creato una struttura molto importante: una delle prime a livello provinciale in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza positiva ormai va avanti da tre anni e ogni anno si consolida sem\u00adpre pi\u00f9, anche affiatando maggiormente il corpo docente.<\/p>\n<p>Nel 1995 la scuola si \u00e8 arricchita del lO Corso di Arrampicata Sportiva diretto da Daniele Pigoni, Istruttore Nazionale di Arrampicata Sportiva, LA.L., tenuto si nel mese di luglio.<\/p>\n<p>Alla fine del 1995 il comitato direttivo \u00e8 stato modificato come segue:<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celso Ortelli, LN.A. (Sondrio);<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Direttore: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gianpietro Scherini, LN.S.A.-C.A.A.L (Sondrio);<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Vice Direttore:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Franco Scotti, LS.A. (Morbegno);<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Segretario: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mauro Rusconi (Ponte in Valtellina).<\/p>\n<p>Negli anni precedenti la scuola, cio\u00e8 dagli anni della fondazione delle Sezioni fino al 1960, l\u2019insegnamento delle varie tecniche alpinistiche veniva impartito, come abbiamo visto, in modo informale dai vari dirigenti del c.A.!. che avevano maturato, a volte con le Guide, un\u2019esperienza alpinistica pi\u00f9 o meno intensa e a vari livelli, sufficiente comunque perch\u00e9 potessero insegnare qualcosa ai giovani inesperti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 con la Scuola di Alpinismo alla Capanna Marinelli nel 1937 ci fu una scel\u00adta, e quindi una selezione, del direttore e degli istruttori operata tra i pi\u00f9 forti alpi\u00adnisti dell\u2019epoca, i Perego, i Marini, i Folatti \u2026 , tenendo conto della loro preparazio\u00adne e della loro esperienza.<\/p>\n<p>Con la nascita della Scuola, che, come abbiamo visto, prosegu\u00ec nella sua importante opera, la scelta del direttore fu, possiamo dire, obbligata, e cadde per forza di cose sull\u2019unico titolato che aveva frequentato la prima parte del Corso Nazionale per Istruttori di Alpinismo: Celso Ortelli. Questo anche agli effetti della legittimazione della Scuola da parte della Sede Centrale.<\/p>\n<p>Il primo nucleo degli istruttori fu formato ancora una volta da alpinisti di pro\u00advata capacit\u00e0 ed esperti della montagna. In particolare, come si \u00e8 visto, da coloro che facevano parte del Gruppo Alpinistico \u201cPeppo Perego\u201d fondato nel 1956 dallo stesso Ortelli con alcuni amici, con l\u2019aiuto di alcune Guide Alpine.<\/p>\n<p>Erano gli \u201cIstruttori Sezionali\u201d che furono indispensabili allora ,come oggi sono ancora molto preziosi.<\/p>\n<p>Man mano che gli anni passavano la Scuola di Alpinismo, e poi di Sci Alpinismo, si and\u00f2 sempre pi\u00f9 specializzando, affinando la tecnica didattica, uniformandola agli indirizzi nazionali dati dalla Sede Centrale, per mezzo di orga\u00adnismi specializzati come le Commissioni per le Scuole di Alpinismo e Sci Alpinismo e la Scuola Centrale di Alpinismo. Molti allievi che avevano frequenta\u00adto i corsi sezionali si iscrissero ai corsi regionali e nazionali, diventando istruttori titolati, e specificamente preparati, di alpinismo e di sci alpinismo.Tutto questo con una severa selezione tendente a qualificare sempre meglio i corsi, attraverso gli uomini che vi insegnavano.Oggi il corpo istruttori della Scuola, sia per i corsi di alpinismo che per quelli di sci alpinismo, \u00e8 abbastanza numeroso e molto preparato ed efficiente.<\/p>\n<p>Con la fondazione della Scuola Provinciale, al gruppo portante della Sezione Valtellinese, cui ha dato un determinante contributo la Sotto sezione di Tirano, si sono aggiunti gli istruttori di Morbegno, di Valmalenco e di Chiavenna che hanno contribuito a potenziare e qualificare sempre di pi\u00f9 il gruppo.<\/p>\n<p>Come ogni corpo docente che vuoI continuare a fregiarsi di questo titolo, oltre a insegnare, e per insegnare sempre meglio e in modo uniforme, gli istruttori si ritrovano almeno 3\/4 volte all\u2019anno per incontri specifici di aggiornamento di roc\u00adcia, di ghiaccio, di sci alpinismo. La qualificazione quindi \u00e8 continua e sempre attenta all\u2019evoluzione delle tecniche didattiche, per formare alpinisti e sci alpinisti preparati ad affrontare i rischi della montagna.I necessari collegamenti, con l\u2019evoluzione della scuola e delle tecniche didatti\u00adche a livello nazionale e regionale, sono tenuti da anni da vari istruttori che fanno parte delle commissioni appositamente istituite. Felice Bordoni, istruttore sezionale, ha fatto parte dal 1984 al 1986 della Commissione Regionale di Alpinismo. Della stessa Camillo Della Vedova, LA., ha fatto parte dal 1987 al 1988 e dal 1992 a oggi. Paolo Civera, LS.A., ha fatto parte della Commissione Regionale di Sci Alpinismo dal 1984 al 1994, dal 1995 l\u2019incari\u00adco \u00e8 passato a Dario Mura, LS.A .. Franco Gugiatti, LN.A., ha fatto parte della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo dal 1974 al 1986 e della Scuola Centrale di Alpinismo dal 1974 e continua.<\/p>\n<p>Va rilevato come da parte di tutti gli istruttori e, in particolare, da parte di que\u00adsti ultimi citati e dei direttori della scuola e dei corsi, venga messo in atto un impegno di volontariato molto importante quanto poco conosciuto e riconosciuto. Va tenuto conto che il corpo docente della Scuola costituisce anche il gruppo pi\u00f9 pre\u00adparato dei soccorritori del C.N.S.A., Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico.<\/p>\n<p>Da ultimo non si pu\u00f2 dimenticare il contributo decisivo che gli istruttori di alpinismo e di sci alpinismo della Scuola \u201cLuigi Bombardieri\u201d diedero sempre per tanti anni nella realizzazione delle varie edizioni del Rally Internazionale Sci Alpinistico del Bernina, organizzato dalla Sezione Valtellinese.<\/p>\n<p>Il tracciato, i passaggi attrezzati, la sicurezza dei partecipanti, dei controlli e dei cronometristi, \u00e8 sempre stata affidata a loro. Senza tecnici alpinisti e sci alpinisti come loro, manifestazioni come il Rally del Bernina, tenuto conto anche delle alte quote alle quali si svolgeva, non si sarebbero potute portare a termine in tutta sicu\u00adrezza. Anche questo \u00e8 un merito non da poco che si aggiunge agli altri.<\/p>\n<p>Voglio concludere questo paragrafo mettendo in risalto che tutto quello che gli istruttori fanno e di cui ho parlato \u00e8 fatto con lo spirito del volontariato che contraddi\u00adstingue l\u2019opera del Club Alpino Italiano come tante altre associazioni in Italia<\/p>\n<p><strong>GLI ALLIEVI<\/strong><\/p>\n<p>Sono coloro che hanno usufruito e usufruiranno dell\u2019impegno, della passione e della preparazione degli istruttori.<\/p>\n<p>Calcolare il numero di coloro che hanno frequentato i corsi della Scuola \u201cLuigi Bombardieri\u201d forse non \u00e8 possibile con la precisione delle statistiche, perch\u00e9 molte carte non si trovano o non venivano scritte e conservate. Il calcolo esatto \u00e8 possibi\u00adle da quando la Sezione Valtellinese ha iniziato a stampare ogni anno <strong>l\u2019Annuario <\/strong>e cio\u00e8 dal 1984. Basandosi su questi dati, con una ragionevole approssimazione, per difetto, possiamo calcolare che hanno frequentato i corsi di alpinismo, i 36 corsi, tra i 750 e gli 800 allievi e i 21 corsi di sci alpinismo dai 400 ai 450 allievi. Come abbiamo gi\u00e0 detto, molti di questi sono diventati a loro volta istruttori e membri del Soccorso Alpino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"SCUOLA DI ALPINISMO E DI SCI ALPINISMO DELLA PROVINCIA DI SONDRIO \u201cLUIGI BOMBARDIERI\u201d La Scuola di Alpinismo della Sezione Valtellinese del C.A.I. fu fondata nel 1960 e intitolata a Luigi Bombardieri caduto nel 1957, mentre saliva in elicottero alla Capanna Marinelli, posta a 2813 m nel Gruppo del Bernina. 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